venerdì 30 luglio 2010

Un pomeriggio all'Abbazia di Piona
















Alle estreme falde di un costolone che scende robusto e gibboso, e fratto in alcuni punti, dalle vette del Legnone e del Legnoncino, sulla radura della selvosa collina tondeggiante di Olgiasca che, a forma di una grossa e sgraziata testuggine, mollemente digrada e decisamente si spinge nell’acqua, si erge, raccolta e raccordata sul chiostro quadrangolare, seppur con vistose appendici al nucleo primitivo, la struttura massiccia dell’abbazia di Piona, vegliata da un campanile che ha l’aspetto, di un faro di segnalazione.

Ubicata nella parte nord della sponda orientale, quasi al cominciare del lago di Como, di rimpetto alle cittadine graziose di Gravedona, di Dongo e di Domaso, poco distante, seppur leggermente decentrata e protetta, dalla confluenza della Valtellina e della Valchiavenna – da sempre vie di comunicazione e di commercio ed anche, purtroppo, di invasione e di aggressione – l’abbazia: costituisce un monito ed una speranza di pacifica convivenza e di cristiana collaborazione, emblematicamente rappresenta, tra le tante famose e civettuole ville che si specchiano nel lago, una presenza privilegiata, la solidificazione della preghiera, della fiducia, della speranza che si innalzano verso il cielo dalle mille contrade laboriose che si aggrappano sulle sponde.

In essa una piccola colonia di miti e pacifici monaci cistercensi, seguendo la ultramillenaria saggezza di san Benedetto, patriarca del monachesimo d’Occidente e patrono di Europa, raccoglie e sublima con la vita intessuta di preghiera, di lavo o e di raccoglimento, con umana e cristiana condivisione, la gioia, il dolore, l’ansia di tanti fratelli vicini e lontani, bisognosi di luce e di conforto; l’abbazia diventa, secondo il vangelo, la lucerna posta sul candelabro, la cittadella costruita sull’altura che non può essere tenuta nascosta.



AGRIPPINO SERVO DI CRISTO
VESCOVO DELLA CITTÀ DI COMO
ERESSE DALLE FONDAMENTA
QUESTO ORATORIO Di SANTA GIUSTINA
MARTIRE NEL X ANNO
DELLA SUA ORDINAZIONE
VI ORDINÒ IL SUO SEPOLCRO
LO COMPLETÒ IN OGNI SUA PARTE
E NE CELEBRÒ LA DEDICAZIONE

domenica 4 luglio 2010

Le cascate dell'Acquafraggia













Un pomeriggio trascorso al fresco delle cascate dell'Acqua Fraggia è sicuramente uno dei modi più suggestivi per ritovare il contatto con la natura e riscoprire le sue meraviglie.
Il bacino dell'Acqua Fraggia si trova a Piuro, all'imbocco ovest della Val Bregaglia, ed è costituito da una serie spettacolare di balze che terminano in basso con un doppio salto. La tipologia fisica del luogo è riflessa nel suo nome che deriva da "aqua fracta", ovvero torrente continuamente interrotto da cascate.
La sorgente si trova a Pizzo di Lago (3050 m.), dove traggono origine fiumi che sfociano nel Mar Nero, Mare del Nord e nel Mediterraneo. Nella sua discesa verso il fondovalle il torrente incontra due valli di origine glaciale, formando poi la serie di cascate, attrazione per molti amanti della natura. Esse sono state istituite Riserva Naturale nell'anno 1984.
Ai piedi delle cascate è stata creata un'area attrezzata con chiosco, panchine e tavoli in legno, dove è possibile trascorrere un pomeriggio rilassandosi all'ombra del castagneto.

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