giovedì 4 febbraio 2010

Villa del Balbianello - Lenno (Como)









































Edificata per volontà del cardinale Angelo Maria Durini alla fine del XVIII secolo, la Villa sorge sull'estremità di un promontorio a picco sul lago di Como, quasi di fronte a Bellagio. Oggi si presenta nella veste conferitagli dall'ultimo proprietario, l'esploratore Guido Monzino, con una ricca collezione d'arte cinese, africana e precolombiana, preziosi mobili del Settecento inglese e francese e il piccolo museo che raccoglie documenti e cimeli sulle sue spedizioni. Ma il vero capolavoro è il panoramico giardino a terrazze, dominato dall'elegante loggia a tre arcate che svetta sul punto più alto del promontorio.

Il porticciolo
A pochi minuti in barca dal Balbiano si trova la punta del Dosso d'Avedo dove, alla fine del Settecento, vi erano solo i romantici resti di una chiesina francescana. Qui il cardinale Durini realizzò, a partire dal 1787, uno splendido “luogo di delizie” ove studiare e dissertare di lettere e arti con pochi qualificati amici. Accolti dal motto “Fay ce que voudras” (Fa ciò che vuoi) inciso sul pavimento del portico aperto sul porticciolo, gli ospiti salivano alla villa da una ripida scaletta a picco sul lago; ed è così ancora oggi, poiché l'accesso via acqua è tuttora quello principale.

Il Museo delle spedizioni
Al piano superiore della villa, la stanza delle spedizioni è riservata all'esposizione dei cimeli e dei ricordi dedicati alle più ardue spedizioni di Guido Monzino. Oltre alle fotografie, alle bandiere, alle onorificenze ottenute, è possibile ammirare, al centro della sala, una delle otto slitte trainate da cani che consentirono al Monzino di raggiungere, nel 1971, il Polo Nord. Di grande interesse sono anche le piccole statuette eschimesi che rappresentano divinità e figure antropomorfe.

La loggia
La loggia, che il cardinal Durini volle costruire leggermente sopra la casa e nel luogo centrale della punta, è la vera invenzione architettonica del Balbianello; essa infatti è posta parallelamente alla penisola e permette di ammirare contemporaneamente gli opposti paesaggi della Tremezzina, vero cuore del Lario, e del bacino verso l'isola Comacina. Due soli ambenti simmetrici affiancano la loggia: la biblioteca e la stanza della musica, oggi cartografo. Nella loggia trascorse molte ore Giuseppe Parini, che al cardinale dedicò l'Ode “La gratitudine”.

La sala del cartografo,
Nella loggia, custodisce una serie completa di mappe e di carte geografiche, molte delle quali utilizzate dal conte Guido Monzino nelle sue imprese. Alle pareti sono appese numerose stampe d'epoca raffiguranti scorci e vedute lariane. Nell'adiacente locale della biblioteca sono invece custoditi oltre quattromila volumi raccolti da Monzino in anni di scrupolose ricerche in tutti i paesi del mondo e che rappresentano oggi una delle più complete e preziose collezioni dedicate alle spedizioni alpinistiche e polari.

Il giardino
Lo spazio che la rocciosa punta della penisola offriva alle ambizioni del cardinal Durini era molto angusto e la scarsità di terra creava notevoli problemi per l'inserimento di nuove piante. Non fu quindi possibile creare un giardino all'italiana, anche se numerosi siepi di lauro e di bosso delimitano con geometrica precisione zone e tappeti erbosi, ma non fu nemmeno possibile creare un giardino all'inglese. Il giardino del Balbianello, dunque, è una cosa a sé, dove tutto è in funzione del lago e delle sue coste e dove nulla deve distogliere dall'acqua.

http://www.fondoambiente.it/beni/villa-del-balbianello.asp

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